Ciao Dawson 😔

Fonte: Libero/Google

Tornavo da scuola e il mio primo pensiero era mangiare e correre a vedere Dawson’s Creek.

Il mio pomeriggio, in piena adolescenza, iniziava così: sognando, ridendo.

Amicizie, amori… storie di tutti i giorni e storie che poi avrebbero fatto parte anche della mia vita.

Sogni di ragazzi, sogni spezzati di altri.

Ma in quella serie c’era tutto un mondo.

Ricordo ancora ogni singolo episodio, ogni singola storia… mi basta sentire una canzone per ritornare a ripensare ad una determinata scena.

Ieri sera ero a cena e quando ho letto la notizia della morte di Dawson sono scoppiata a piangere.

È come se un pezzo di me, della mia giovinezza, fosse volato via per sempre.

Il suo viso, la sua voce ha accompagnato i miei giorni più spensierati (e anche i più complicati) della mia vita… e pur non facendo parte concretamente della mia vita, lo sentivo parte di me.

È proprio vero che “la vita è un brivido che vola via…”, che va vissuta intensamente senza ma e senza se.

Purtroppo, o per fortuna, è tutto già scritto e il nostro unico dovere è di affrontare questa nostra vita di petto, senza paura.

Perché i giorni passano, la vita passa e indietro non si torna.

Io per prima devo imparare a piangermi meno addosso e vivere la mia vita e non “godermela” solo come una semplice spettatrice.

Grazie Dawson per gli anni meravigliosi che mi hai regalato e grazie per i ricordi che per sempre vivranno nel mio cuore.

🩷

È un bel casino essere me.

Persa in un vortice fatto di tutto, ma anche di niente.

Presa da mille cose, ma incompetente in tutto.

Desiderosa di conoscere, ma incapace di trovare del tempo per farlo.

La priorità è sempre qualcun altro, qualcos’altro.

La priorità non sono mai io.

E so che mi sto perdendo.

So che sto perdendo pezzi di me, qua e là… col rischio di non ritrovarli più perché la paura di tornare indietro è tanta.

Ma non è paura di riprovarci, è paura di deludere.

Ma chi?

Non me sicuramente.

E ricado, ricado mille volte… mille volte mi rialzo.

Ma nulla cambia, io non cambio.

Come si fa?

È un disastro essere me.

San Valentino

Il 14 febbraio è la giornata degli innamorati.

C’è chi festeggia e chi no, c’è chi l’aspetta con ansia e chi non vede l’ora che passi il più veloce possibile.

Volente o nolente, come per ogni festa, veniamo bombardati da pubblicità e idee regalo sparse per tutte le vetrine del centro o nei centri commerciali.

Per poi svanire, come in “ Cenerentola”, allo scoccare della mezzanotte.

Fonte: Google

Ma dietro la tradizione di San Valentino non c’è solo marketing, ma vere e proprie leggende che la rendono sicuramente più interessante di tante altre banalità.

La storia più conosciuta narra che San Valentino, un vescovo cristiano, sfidò l’ordine dell’imperatore Claudio II, che aveva vietato i matrimoni tra giovani.

L’imperatore credeva che i soldati single fossero più coraggiosi in battaglia, ma Valentino, credendo nell’amore e nel sacramento del matrimonio, continuò a celebrare unioni in segreto.

Quando fu scoperto, venne arrestato e condannato a morte il 14 febbraio 269 d.C..

Fonte: Focus Junior

Un’altra leggenda racconta che Valentino amasse regalare rose rosse alle coppie di innamorati per benedire il loro amore.

Un giorno incontrò una giovane coppia che litigava e, porgendo loro una rosa, li invitò a stringere insieme il gambo. Questo gesto li fece riconciliare, e molti iniziarono a vedere in Valentino un protettore degli innamorati.

Secondo un’altra leggenda, durante la sua prigionia, Valentino si affezionò alla figlia cieca del carceriere e, grazie alla sua fede, riuscì a ridarle la vista.

Prima di morire, le lasciò un biglietto con la scritta “dal tuo Valentino”, dando origine alla tradizione delle lettere d’amore.

E voi stasera festeggerete?

Auguri a tutti! ❤️

Fonte: Google